Lavori Chic a prezzi Shock: una riflessione sul paradosso del lavoro contemporaneo

C’è una sensazione sempre più diffusa tra chi lavora, soprattutto nei cantieri edili: quella di correre continuamente, senza mai arrivare davvero da nessuna parte.

Un tempo il lavoro era anche fatto di pause, di attenzione, di quell’ora in più dedicata a rifinire un dettaglio senza doverla giustificare a nessuno. Oggi quell’ora non esiste più. O meglio, viene monetizzata nel lusso che pochi possono permettersi.

 

La pressione economica ha cambiato tutto.

Le imprese si trovano strette tra concorrenza aggressiva e clienti sempre più esigenti. Il risultato è un ritmo di lavoro frenetico: si passa da un cantiere all’altro, da una consegna all’altra, con la consapevolezza – quasi rassegnata – che qualcosa, da qualche parte, verrà perso per strada.

Non si tratta di mancanza di volontà o di capacità. È un sistema che non lascia spazio. Quando si lavora troppo, inevitabilmente si perde il filo. E quando si perde il filo, l’errore diventa una conseguenza naturale, non un’eccezione.

 

A questo si aggiunge un cambiamento più profondo: la progressiva scomparsa delle figure di riferimento.

Gli artigiani di una volta, quelli che sapevano risolvere un problema con quello che avevano in mano, che si prodigavano oltre il loro mestiere, sono sempre più rari.

Al loro posto, spesso, troviamo operatori improvvisati, sostenuti da un mercato che offre migliaia di materiali, prodotti e soluzioni per ogni possibile esigenza, tutti pronti all’uso e che non richiedono di essere capiti.

 

Paradossalmente, più aumentano le opzioni, più diminuisce la capacità di scegliere e soprattutto di gestire.

Rubinetti in infinite finiture – oro rosa, rame, ottone – cataloghi sterminati, tecnologie sempre più specifiche. E poi, in cantiere, ci si scontra con la realtà: anche un banale dettaglio che non combacia, come un troppo pieno cromato su un bidet in ceramica dove sono appena stati montati rubinetti e pilette color bronzo.

 

E alla fine emerge un’altra trasformazione significativa: il ruolo dell’architetto.

L’architetto non è mai stato un giudice dell’altrui professionalità.

Non verifica quanto è in bolla un massetto se non ha modo di dubitarne, quanti fili ha posato l’elettricista, non lambisce le pareti per verificare se l’imbianchino ha lasciato qualche goccia sul muro o interroga l’idraulico su ogni scheda tecnica dei materiali che poserà.

Il suo compito è più complesso, e oggi lo è ancora di più: trovare soluzioni, mediare tra progetto e realtà, tra idea e imprevisto. Trasformare un disegno in qualcosa che funzioni davvero, accettando che lungo il percorso serviranno adattamenti, compromessi, intuizioni.

Ogni cantiere diventa così un sistema dinamico, fatto di continue correzioni. Un processo di “interpolazione”, potremmo dire, in cui l’idea iniziale viene costantemente rinegoziata con ciò che accade sul campo.

 

È un po’ come accade in natura, nel processo dell’evoluzione delle specie: adattarsi a un ambiente significa ottimizzare alcune funzioni a scapito di altre.

Ma questa capacità di adattamento ha un costo. Quando tutto diventa urgente, quando ogni problema deve essere risolto in corsa, si perde la serenità. E senza serenità, il lavoro ne risente.

 

Nel mondo del lavoro sta accadendo qualcosa di simile.

Chi lavora è costretto ad adattarsi ad un sistema che richiede velocità, reattività continua, capacità di gestire molte variabili contemporaneamente. 

Ma questa specializzazione ha necessariamente un prezzo: la qualità.

 

 

Come tornare a lavorare meglio? Come recuperare quel margine – anche minimo – che permetta di fermarsi un attimo, osservare, capire? Perché è proprio in quell’attimo che si gioca la differenza tra un lavoro fatto e un lavoro fatto bene.

E, in fondo, tra il correre e il vivere.

 

Sabato 18 aprile 2026 LABORATORIO D’ARTE presenta MOSTRA COLLETTIVA DI PITTURA

 

Sabato 18 aprile 2026 dalle ore 11:00 alle ore 19:00

vi aspettiamo in via Santo Stefano in Pane 1/C, Firenze

Laboratorio d’arte apre i propri spazi e vi invita ad una mostra di pittura ove esporranno i loro ultimi lavori 

ANNA CASELLA – BRIGITTE VAN HELLEMOND – DANIELE FALCO – FEDE SIGRISI – OTELLO SCACCIATI – PATRIZIA DE GIUSEPPE – SERENA BOVINA – XHOANA MEHMETAJ 

Questo gruppo di pittori, per la verità molto diversi tra loro sia per età che per provenienza e esperienze, si apriranno con le loro ricerche e riflessioni, nell’intento di passare un giorno forse fuori dal tempo… con le loro opere che si racconteranno… sperando di regalare la voglia di incontri.

                                                                                                                                                       Daniele

 

PRIMAVERA … il momento ideale per imbiancare casa!

Con l’arrivo della bella stagione cresce spesso il desiderio di rinnovare gli ambienti in cui viviamo, la primavera porta con sé più luce, più energia e quella sensazione di cambiamento che rende questo periodo particolarmente adatto per imbiancare casa e restituire freschezza agli spazi.

Decidere di imbiancare casa in primavera significa preparare gli ambienti alla stagione estiva, intervenendo in un momento in cui è più forte il desiderio di rinnovamento.

Non solo bianco ma idee per imbiancature che valorizzano gli spazi

Oggi parlare di idee per imbiancature non significa solo pensare a una semplice mano di pittura, imbiancare vuol dire studiare la luce, osservare gli spazi, capire lo stile dell’ambiente, valorizzarlo e trovare la soluzione più adatta alla personalità del cliente.

Quando si parla di colori per imbiancare casa, la scelta non dovrebbe mai essere casuale, un colore visto in fotografia o su una mazzetta può avere un effetto molto diverso una volta applicato sulle pareti di casa, per questo una consulenza professionale è spesso il modo migliore per evitare errori e ottenere un risultato armonioso.

La tinteggiatura interni è un intervento che può cambiare completamente la percezione della casa.

Il sopralluogo è il primo passo per capire davvero quali interventi siano più adatti. Ogni casa è diversa, ogni parete ha caratteristiche proprie e ogni ambiente merita una valutazione attenta.

La consulenza aiuta a individuare le soluzioni migliori in termini di colori, finiture e resa finale, e utile per chi cerca idee per imbiancature ma desidera scegliere con sicurezza e con il supporto di un professionista capace di consigliare, interpretare gli spazi con la necessaria attenzione all’esigenza del cliente con un’offerta dedicata.

Imbiancare significa adattare la casa ai nostri cambiamenti, per renderla più piacevole e più vicina al modo in cui vogliamo viverla.

 

Richiedi il tuo sopralluogo, ricevi una consulenza dedicata per valorizzare e personalizzare i tuoi ambienti.

Daniele Falco

 

per maggiori informazioni visita:  www.danielefalco.it

RIMUOVERE LA MUFFA SUI MURI – Winter is coming, facciamoci trovare pronti

 

Arriva il freddo, si accendono i termosifoni, tornano le muffe: perché evitare l’uso di varichina e prodotti similari

Nel settore edilizio residenziale capita spesso che i proprietari tentino di risolvere i problemi di muffa o annerimenti superficiali ricorrendo a prodotti di uso comune come la varichina (ipoclorito di sodio) o derivati clorati. Sebbene tali sostanze offrano un effetto “istantaneo” di sbiancamento, la loro applicazione diretta sulle murature abitative comporta diversi rischi, sia in termini di salubrità degli ambienti che di durabilità delle superfici trattate.

Impatti sulla salubrità degli ambienti

L’ipoclorito di sodio è un agente fortemente ossidante che, se utilizzato in spazi abitati, comporta:

  • Emissione di vapori irritanti: i composti volatili del cloro possono generare irritazioni alle mucose oculari e respiratorie, con conseguenze che vanno da semplice fastidio fino a crisi asmatiche nei soggetti sensibili.
  • Persistenza dei residui: le particelle non evaporate possono rimanere sulle superfici murarie e negli arredi, creando un’esposizione cronica per gli occupanti.
  • Incompatibilità con ambienti domestici: stanze utilizzate in maniera continuativa (camere da letto, soggiorni, cucine) diventano luoghi potenzialmente insalubri dopo trattamenti con varichina.

Danni a supporti e finiture

Dal punto di vista tecnico, l’uso di ipoclorito sui muri non rappresenta una soluzione efficace contro la muffa:

  • Degrado dell’intonaco: il cloro altera la coesione dei leganti, favorendo microfessurazioni e sfogliature della pittura.
  • Intervento superficiale: il prodotto agisce unicamente in superficie, sbiancando le spore visibili ma lasciando intatte le colonie più profonde, che tendono a riformarsi in breve tempo.
  • Ridotta traspirabilità: trattamenti ripetuti possono peggiorare le condizioni igrometriche della muratura, aumentando la probabilità di ricomparsa.

L’importanza dei cicli certificati antimuffa

Per un intervento realmente risolutivo è necessario utilizzare sistemi professionali sviluppati appositamente per il trattamento e la prevenzione della muffa.

Un esempio consolidato è rappresentato dai cicli proposti da alcuni produttori di vernici di alta gamma, che prevedono:

  1. Detersione con detergenti specifici in grado di eliminare a fondo colonie batteriche e fungine, senza emissioni nocive persistenti.
  2. Applicazione di primer igienizzanti ad azione preventiva, che ostacolano la ricrescita delle spore.
  3. Finiture traspiranti e antimuffa, progettate per regolare l’umidità superficiale e ridurre i ponti termici che favoriscono la proliferazione.

Questi sistemi, a differenza della varichina, garantiscono efficacia a lungo termine, tutela della salute degli occupanti e mantenimento delle caratteristiche tecniche delle murature.

 

Conclusioni

L’approccio empirico e domestico basato sulla varichina si rivela non solo inefficace, ma addirittura dannoso sia per le superfici che per chi abita gli spazi.
La scelta corretta, dal punto di vista tecnico, è affidarsi a cicli professionali certificati che affrontano il problema in modo strutturale, preservando la qualità abitativa e riducendo la necessità di interventi ripetuti nel tempo.

 

La gestione dell’aria: prevenzione oltre il trattamento

È fondamentale ricordare che rimuovere la muffa non significa eliminarla in maniera definitiva. Se non si interviene sulle cause che ne determinano la formazione – come eccessiva umidità interna e scarso ricambio d’aria – il problema tenderà a ripresentarsi.

Per questo motivo, oltre all’utilizzo di cicli professionali specifici, risulta essenziale:

  • Areare regolarmente gli ambienti, favorendo il ricambio dell’aria interna.
  • Mantenere un corretto grado di umidità (ideale tra il 40% e il 60%), evitando ristagni di condensa.
  • Prevedere sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC): questi impianti garantiscono un ricambio costante dell’aria 24 ore su 24, assicurando in modo continuativo aria pulita, priva di eccessiva umidità e con un adeguato livello di comfort igrometrico.

Un ambiente adeguatamente ventilato, con tassi di umidità sotto controllo, rappresenta il presupposto indispensabile per preservare la salubrità degli spazi abitativi e assicurare la durabilità degli interventi effettuati.

 

Investire in soluzioni più sicure e durature significa prendersi davvero cura della propria casa e della salute di chi ci vive.

 

 

✅ Checklist: come prevenire e combattere la muffa in casa

  • Non usare varichina o cloro: irritanti per la salute, danneggiano muri e pittura, non risolvono il problema.
  • ✔️ Usare cicli professionali antimuffa: detergente + primer + finitura traspirante.
  • ✔️ Areare quotidianamente gli ambienti: aprire le finestre, soprattutto dopo docce e cottura dei cibi.
  • ✔️ Ridurre i ponti termici: isolare pareti fredde e punti critici.
  • ✔️ Installare un sistema VMC: garantisce ricambio d’aria costante, anche quando siamo a lavoro o stiamo dormendo..  aria pulita e umidità sotto controllo impediscono la formazione della muffa

 

 

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Ristrutturazione intelligente: perché scegliere la Ventilazione Meccanica Controllata

Quando si affronta una ristrutturazione importante o una riqualificazione energetica, si pensa spesso a cappotti termici, nuovi infissi, caldaie più efficienti o impianti solari o fotovoltaici. Ma c’è un elemento fondamentale che troppo spesso viene trascurato: la qualità dell’aria indoor. Ed è qui che entra in gioco la Ventilazione Meccanica Controllata (VMC).

Cos’è la VMC e perché è fondamentale

La VMC è un sistema che assicura un ricambio continuo e controllato dell’aria all’interno degli ambienti, mantenendo alta la qualità dell’aria e riducendo problemi legati a:

  • Umidità e condensa
  • Muffe sui muri
  • Accumulo di CO₂
  • Inquinanti interni come VOC (composti organici volatili), polveri e allergeni

Con le nuove abitazioni sempre più ermetiche per migliorare l’efficienza energetica, abitate principalmente la sera e di notte, l’aria all’interno tende a ristagnare. Questo può portare a problemi di salute e deterioramento degli ambienti. Installare una VMC, soprattutto durante una ristrutturazione, è una scelta lungimirante.

I benefici concreti della VMC in ristrutturazione

  1.  Ambienti più salubri
    Aria fresca e pulita in ogni momento, senza aprire le finestre (e senza far entrare smog o rumori esterni).
  2.  Stop a muffa e condensa
    Il ricambio d’aria elimina l’umidità in eccesso che causa muffe.
  3.  Maggiore efficienza energetica
    I modelli VMC con recupero di calore, come quelli di Helty, trattengono il calore dell’aria in uscita e lo trasferiscono a quella in ingresso, riducendo le dispersioni termiche.
  4.  Installazione facile, anche senza canalizzazioni
    I sistemi decentralizzati Helty, come Flow Easy o Flow M800, si installano facilmente in singole stanze, senza opere murarie invasive.

Quando si parla di Ventilazione Meccanica Controllata, e per ragione di costi o spazi non si può optare per un sistema VMC centralizzato, spesso ci si chiede: meglio un sistema puntuale a doppio flusso o monoflusso? La risposta dipende dagli obiettivi, ma in contesto di riqualificazione energetica e comfort abitativo, il doppio flusso è quasi sempre la scelta più completa e vantaggiosa.

Ecco perché preferire una VMC a doppio flusso:

  •  Ricambio d’aria continuo in entrambe le direzioni: aspira aria viziata e immette aria fresca, mantenendo costante il comfort.
  •  Recupero di calore integrato: l’aria in uscita cede il calore a quella in ingresso tramite uno scambiatore termico, riducendo al minimo le dispersioni. Il risparmio energetico è reale.
  •  Ideale per ambienti abitati tutto l’anno: garantisce comfort termico e qualità dell’aria costanti, senza necessità di aprire le finestre.
  •  Funzionamento più silenzioso e stabile: rispetto ai sistemi monoflusso alternato, i doppi flussi mantengono un flusso d’aria continuo e bilanciato, senza interruzioni o inversioni.
  •  Facile da installare in ristrutturazione: i modelli decentralizzati a doppio flusso, come quelli di Helty, non richiedono canalizzazioni complesse e si montano rapidamente su pareti esterne.

 

Il monoflusso? Adatto solo a situazioni molto specifiche

Un sistema monoflusso (solitamente alternato) può essere una soluzione economica per ricambiare l’aria in piccoli ambienti non continuamente abitati, come un bagno cieco o una stanza ospiti, ma non offre né recupero di calore né un comfort paragonabile al doppio flusso.

In sintesi: se stai ristrutturando con l’obiettivo di vivere meglio e consumare meno, una VMC decentralizzata a doppio flusso è l’investimento più intelligente e sostenibile.

 

 

 

Inserire un impianto VMC durante una ristrutturazione significa migliorare la vivibilità degli spazi, valorizzare l’investimento nella riqualificazione energetica e prevenire problemi di umidità e muffa nel lungo termine.

Non aspettare che i problemi si presentino: progetta oggi l’aria sana di domani.

 

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Inaugurata la nuova Bee House a Monsummano Terme

È stata inaugurata il giorno 16 luglio 2025, all’interno del Parco dello Stadio Loik di Monsummano Terme, la seconda Bee House realizzata nell’ambito del progetto Bee Resolution.

 

Il progetto

«Bee Resolution è un progetto ambizioso – ha spiegato Maurizio Arbi, presidente dell’associazione – nato con l’obiettivo di tutelare e incentivare la presenza di api e insetti impollinatori anche in ambiente urbano. Proteggere questi piccoli insetti significa infatti contribuire alla salvaguardia della biodiversità del nostro pianeta».

 

Arbi ha poi sottolineato l’importanza di un approccio territoriale condiviso: «La tutela ambientale passa anche dal coinvolgimento attivo delle comunità locali. Essere presenti sul territorio ci permette di monitorare le attività nel tempo e renderle davvero efficaci. Solo con la collaborazione tra aziende, amministrazioni locali e mondo scientifico possiamo ottenere risultati concreti»

 

Gli interventi

Durante l’evento sono intervenuti anche Ilaria Tommasi, ideatrice e progettista della struttura, e Oreste Benigni, che ha finanziato la realizzazione della nuova Bee House.

 

Salvatore di Napoli, dell’Istituto Tecnico Agrario di Pescia, ha offerto una riflessione scientifica sul ruolo degli impollinatori: «Il trasporto di polline è fondamentale per la fecondazione e quindi per la formazione dei frutti. Api e insetti impollinatori sono essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema, ma oggi sono minacciati da inquinamento, agricoltura intensiva, pesticidi, erbicidi e dagli effetti del cambiamento climatico, che altera i cicli di fioritura, causando squilibri e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie vegetali».

 

 

A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stata la Sindaca Simona De Caro, che ha ribadito l’importanza delle sinergie tra pubblico, privato e associazionismo: «Solo lavorando insieme possiamo promuovere una vera cultura della sostenibilità. Ringrazio l’azienda Arbi Dario S.p.A. e l’associazione Blue Resolution per il loro impegno concreto sul nostro territorio».

 


RASSEGNA STAMPA

Valdinievole News

COLLETTIVA DI FOTOGRAFIA – Il ricordo del curatore

Il 23 maggio,

in occasione dell’inaugurazione del nuovo studio Zarchitettura, dell’Arch.to Francesco Zazzeri,

Laboratorio d’Arte presentava: Collettiva di fotografia.

Un profondo ringraziamento va a coloro che hanno prestato attenzione alle foto esposte, essendo il fine di ogni esposizione cercare di capire i messaggi o riflessioni che ogni immagine può e vuole trasmettere.

Un sentito ringraziamento ai fotografi:

Grazie a Ana Lara Chavez,

era assente?… direi proprio di no, in ogni foto era presente con forza, trasmettendo la necessità di “raccontarci” il suo Messico non convenzionale fuori da tutte le retoriche turistiche e non solo.

Grazie a Antonella De Luca,

che facendo della semplicità la sua forza, lascia trasparire le 2 o molte di più personalità presenti in ognuno di noi, raccontando con le sue foto di un giorno fuori dal tempo… passato, presente o futuro.

Grazie a Corrado Lusi,

che con la sua sensibilità, ci racconta di istanti per sempre fermati nel tempo, alla ricerca della parte più nascosta che è in ognuno di noi.

Grazie a Emanuele Vergari,

che ha voluto condividere i suoi più profondi pensieri, con ritratti di persone che escono dai suoi ricordi in un intimo e sincero ringraziamento per quello che ognuno di loro gli ha regalato.

Grazie a Gabriele Nipoti,

che partecipando con la sua professionalità, ci racconta di viaggi e emozioni, impreziosendo con le sue foto l’intera Collettiva.

 

Pensiamo a questa Collettiva, dato il poco tempo, solo come un inizio che necessita sicuramente di approfondimenti per i molti e soprattutto importanti temi aperti, e ci proponiamo di realizzare nuovi e interessanti incontri.

Daniele Falco

https://danielefalco.it/blog/

 

40 metri in trasformazione su cui raccontare qualcosa di noi. Un muro, una barriera, ma anche uno spazio da condividere. Un’onda bianca che si muove e che collega immagini e persone.

 

Poche immagini rubate ci raccontano una splendida giornata scandida dalla luce del sole. Dalle ore 15 alle 21 amici e curiosi hanno scoperto un nuovo angolo di città, una realtà professionale fatta di professionisti ma anche di persone.. Siamo in viaggio.. Cosa ci aspetterà?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Collettiva di Fotografia – 23 Maggio 2025

 

Il 23 maggio 2025 ZArchitettura studio di progettazione presenta Laboratorio d’Arte, l’inizio di un “progetto” di uso degli spazi, aperto a iniziative e eventi espositivi, ove promuovere incontri e occasioni per dialogare di Città e Arte, nei suoi vari aspetti passati e presenti.

 

Iniziative, aperte e proposte anche da coloro che vorranno condividerne gli scopi, che sono soprattutto quello di avvicinare le persone.

 

Ana Lara Chavez, Antonella De Luca, Corrado Lusi, Emanuele Vergari, Gabriele Nipoti.

 

Cinque fotografi insieme per la prima volta… cosa li accumuna? Forse niente.

 

Ma ponendo maggior attenzione vediamo in loro la stessa necessità di fermare un attimo che non tornerà o uno sguardo che ci racconta una misteriosa storia o immagini di lotte e speranze o, non ultimo, ricordi e emozioni.

La fotografia è un linguaggio e come tale deve essere rispettato.

Non vogliamo cadere nelle presentazioni che non pensiamo necessarie, ogni visitatore si rapporterà con le fotografie da se stesso senza inutili e spesso fuorvianti spiegazioni…

                                                                                                                                  a cura di Daniele Falco

 

ANA LARA CHAVEZ Conoscere Ana significa conoscere il Messico non convenzionale, il suo Messico! Emergono qui profonde radici popolari ed indigene che raccontano dolore, poesia e rabbia… con scatti rapidi alle persone e i loro sguardi nella metropolitana di Città del Messico, o di rivolta nei quartieri popolari, come speranza di ribellione ad una realtà impostaci ma non condivisa.

 

ANTONELLA DE LUCA La fotografia è un ricordo indelebile che attraverso un momento racconta una storia e Antonella riesce a catturarla nei suoi scatti veloci, con semplicità e sensibilità.

 

CORRADO LUSI Ogni scatto racconta qualcosa, siano sguardi o normali azioni ogni attimo catturato non concede repliche… non torneranno le emozioni di quel momento. Scattare una fotografia significa essere l’ultimo testimone di quell’attimo.

 

EMANUELE VERGARI Affascinato dal bianco e nero e dal ritratto cerca in ogni immagine un luogo di vita… un qualcosa in ognuno di noi, che Emanuele necessita scoprire, incontrare e conoscere.

 

GABRIELE NIPOTI La fotografia è uno dei mezzi espressivi con i quali l’uomo tenta inutilmente di sfuggire alla finitezza dell’essere. Gabriele, cercando di interpretarne l’illusoria realtà, nelle sue immagini ritrae cose, luoghi, situazioni apparentemente insignificanti, dove luce, forma e colore giocano un ruolo di sereno e pacato lirismo.

 

Installazione prima Bee House realizzata dall’Associazione di Tutela Ambientale Blue Resolution

Il progetto Bee Resolution per la protezione delle api

Il giorno 20 Maggio 2024, in occasione della Giornata Mondiale delle Api, è stata inaugurata nel parco pubblico di Via Mascagni di Montecatini Terme, la prima Bee House realizzata dall’Associazione di Tutela Ambientale Blue Resolution.

Il progetto “Bee Resolution” – spiega Maurizio Arbi, presidente dell’Associazione – è davvero un progetto molto ambizioso. Ha come obiettivo la protezione e l’incremento della presenza di api ed insetti impollinatori in ambito urbano. Perché tutelare gli insetti impollinatori significa salvare la biodiversità del nostro pianeta.

Gli interventi

A seguire, durante l’inaugurazione, ci sono stati gli interventi dell’Architetto Ilaria Tommasi, che ha ideato e progettato la struttura della Bee House, dell’Ing. Oreste Benigni che ha finanziato la realizzazione della Bee House e di Stefano Mengoli, Architetto paesaggista che ha curato il progetto di forestazione urbana “Bosco in città” del parco di Via Mascagni.

 

 

RASSEGNA STAMPA
Valdinievole Oggi

Firenze 1966, un ricordo di Daniele Falco

Estratto dal libro Angeli del fango di Erasmo D’ Angelis –  Ed Giunti- 2016

 

 

Daniele Falco, insostituibile partner del gruppo ZArchitettura, ci regala un chiaro ricordo della Firenze fiorentina:

 

Già sono passati cinquant’anni! Mille immagini, voci e rumori affollano la mia memoria, andando a ricomporre un mosaico di emozioni, fatiche, sacrifici, preoccupazioni e non ultimo anche di giuochi vissuti in quei momenti. In soccorso arrivarono da ogni parte, prevalentemente giovani: gli Angeli del fango vennero chiamati. Per la verità non credo di appartenere a questi, un po’ perché “angelo” non sono mai stato e un po’ perché in Borgo Allegri abitava mio nonno da sempre e in quella casa sono nato!

Avevo 15 anni ed ero un capellone, così venivano chiamati quelli come me; volevamo cambiare il mondo e l’alluvione fu il nostro primo momento!

Andammo scoprendo la solidarietà nel dividere le cose, le case e un po’ tutto con quelli che avevano avuto l’acqua in casa… tutto sembrava magico…tutto sembrava vero.

Firenze a quei tempi era “piccola” e viveva di fiorentini e di quartieri. Passavamo il giorno a pulire le abitazioni, i negozi, le cantine e le strade. Per la verità non erano molti ad aiutarci, tolto qualche militare, facemmo quasi tutto da soli, e passati i primi momenti di rabbia, scoramento, dolore e preoccupazione, piano piano tutto diventò un giuoco! La sera andavamo in Piazza Santa Croce e lì c’era il mondo! Un brulichio di automezzi, gente, militari, e giovani che lavoravano intensamente per pulire la chiesa, la piazza e più in là la Biblioteca Nazionale. Tutto sotto lo sguardo arcigno di Dante che ancora stava in mezzo alla piazza. Eravamo attratti da questi ragazzi e ragazze e l’alluvione fu complice di amori e primi baci, nei quali ci trovammo tutti coinvolti.

Oggi mi viene da pensare che l’Arno in quei giorni portò via l’ultima Firenze popolare che era sopravvissuta alla ricostruzione del dopoguerra. E anche Dante dovette mettersi in disparte- oggi il suo sguardo non sembra più arcigno come un tempo- e in disparte furono messi anche i fiorentini che da allora “vivono” sempre più la loro città come estranei! L’alluvione a mio parere, è l’ultimo momento di “Firenze fiorentina”

 

DANIELE FALCO

 

Rif: pag 202

Angeli del fango-

Erasmo D’ Angelis-  Ed Giunti- 2016