RIMUOVERE LA MUFFA SUI MURI – Winter is coming, facciamoci trovare pronti
Arriva il freddo, si accendono i termosifoni, tornano le muffe: perché evitare l’uso di varichina e prodotti similari
Nel settore edilizio residenziale capita spesso che i proprietari tentino di risolvere i problemi di muffa o annerimenti superficiali ricorrendo a prodotti di uso comune come la varichina (ipoclorito di sodio) o derivati clorati. Sebbene tali sostanze offrano un effetto “istantaneo” di sbiancamento, la loro applicazione diretta sulle murature abitative comporta diversi rischi, sia in termini di salubrità degli ambienti che di durabilità delle superfici trattate.
Impatti sulla salubrità degli ambienti
L’ipoclorito di sodio è un agente fortemente ossidante che, se utilizzato in spazi abitati, comporta:
- Emissione di vapori irritanti: i composti volatili del cloro possono generare irritazioni alle mucose oculari e respiratorie, con conseguenze che vanno da semplice fastidio fino a crisi asmatiche nei soggetti sensibili.
- Persistenza dei residui: le particelle non evaporate possono rimanere sulle superfici murarie e negli arredi, creando un’esposizione cronica per gli occupanti.
- Incompatibilità con ambienti domestici: stanze utilizzate in maniera continuativa (camere da letto, soggiorni, cucine) diventano luoghi potenzialmente insalubri dopo trattamenti con varichina.
Danni a supporti e finiture
Dal punto di vista tecnico, l’uso di ipoclorito sui muri non rappresenta una soluzione efficace contro la muffa:
- Degrado dell’intonaco: il cloro altera la coesione dei leganti, favorendo microfessurazioni e sfogliature della pittura.
- Intervento superficiale: il prodotto agisce unicamente in superficie, sbiancando le spore visibili ma lasciando intatte le colonie più profonde, che tendono a riformarsi in breve tempo.
- Ridotta traspirabilità: trattamenti ripetuti possono peggiorare le condizioni igrometriche della muratura, aumentando la probabilità di ricomparsa.
L’importanza dei cicli certificati antimuffa
Per un intervento realmente risolutivo è necessario utilizzare sistemi professionali sviluppati appositamente per il trattamento e la prevenzione della muffa.
Un esempio consolidato è rappresentato dai cicli proposti da alcuni produttori di vernici di alta gamma, che prevedono:
- Detersione con detergenti specifici in grado di eliminare a fondo colonie batteriche e fungine, senza emissioni nocive persistenti.
- Applicazione di primer igienizzanti ad azione preventiva, che ostacolano la ricrescita delle spore.
- Finiture traspiranti e antimuffa, progettate per regolare l’umidità superficiale e ridurre i ponti termici che favoriscono la proliferazione.
Questi sistemi, a differenza della varichina, garantiscono efficacia a lungo termine, tutela della salute degli occupanti e mantenimento delle caratteristiche tecniche delle murature.
Conclusioni
L’approccio empirico e domestico basato sulla varichina si rivela non solo inefficace, ma addirittura dannoso sia per le superfici che per chi abita gli spazi.
La scelta corretta, dal punto di vista tecnico, è affidarsi a cicli professionali certificati che affrontano il problema in modo strutturale, preservando la qualità abitativa e riducendo la necessità di interventi ripetuti nel tempo.
La gestione dell’aria: prevenzione oltre il trattamento
È fondamentale ricordare che rimuovere la muffa non significa eliminarla in maniera definitiva. Se non si interviene sulle cause che ne determinano la formazione – come eccessiva umidità interna e scarso ricambio d’aria – il problema tenderà a ripresentarsi.
Per questo motivo, oltre all’utilizzo di cicli professionali specifici, risulta essenziale:
- Areare regolarmente gli ambienti, favorendo il ricambio dell’aria interna.
- Mantenere un corretto grado di umidità (ideale tra il 40% e il 60%), evitando ristagni di condensa.
- Prevedere sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC): questi impianti garantiscono un ricambio costante dell’aria 24 ore su 24, assicurando in modo continuativo aria pulita, priva di eccessiva umidità e con un adeguato livello di comfort igrometrico.
Un ambiente adeguatamente ventilato, con tassi di umidità sotto controllo, rappresenta il presupposto indispensabile per preservare la salubrità degli spazi abitativi e assicurare la durabilità degli interventi effettuati.
Investire in soluzioni più sicure e durature significa prendersi davvero cura della propria casa e della salute di chi ci vive.
✅ Checklist: come prevenire e combattere la muffa in casa
- ❌ Non usare varichina o cloro: irritanti per la salute, danneggiano muri e pittura, non risolvono il problema.
- ✔️ Usare cicli professionali antimuffa: detergente + primer + finitura traspirante.
- ✔️ Areare quotidianamente gli ambienti: aprire le finestre, soprattutto dopo docce e cottura dei cibi.
- ✔️ Ridurre i ponti termici: isolare pareti fredde e punti critici.
- ✔️ Installare un sistema VMC: garantisce ricambio d’aria costante, anche quando siamo a lavoro o stiamo dormendo.. aria pulita e umidità sotto controllo impediscono la formazione della muffa
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